Festival della Complessità: una storia

Un Festival, una storia

Il Festival della Complessità esordì nel 2010 con l’obiettivo di porre in evidenza la cultura della complessità e del pensiero sistemico nel dibattito culturale del nostro paese.

Le prime due edizioni si svolsero nel centro storico di Tarquinia. Fu un’esperienza entusiasmante; centinaia e centinaia di persone a ascoltare decine di conversazioni tenute in piazza e sotto le stelle. All’epoca i festival in Italia erano non più di una decina. Ma purtroppo, venuto meno l’impegno del Comune di Tarquinia nel portare avanti un’iniziativa innovativa, l’edizione del 2012 si svolse a Viterbo e quella del 2013 a Carpineto Romano.

Stanchi di vagabondare tra disattenti politici e improbabili sponsor, eravamo in difficoltà. Così ipotizzammo d’impegnarci per mobilitare quel patrimonio di risorse centrate sulla cultura della complessità “diffuse” nel nostro paese.

Partiti da questa idea pensammo di dare vita a un festival autorganizzato, “diffuso e a Km Zero”. A gennaio del 2014 avviammo un passa parola. In sintesi il messaggio era: “Persone, associazioni e chi altro fosse interessato può partecipare al Festival della Complessità realizzando uno o più eventi nella propria realtà.” Risposero in molti. Ci fu una riunione a Roma in cui con i neo “Partner Promotori” presenti decidemmo che ”Passeggiate della mente” sarebbe stato titolo della prima edizione del Festival “diffuso e a Km zero”.

La storia prosegue con le successive edizioni. Nel 2017 il Festival con una tre giorni di conversazioni è tornato a Tarquinia dove, comunque, ogni anno si sono sempre tenuti incontri molto partecipati del Festival diffuso e a Km zero. L’edizione del 2020 non si è tenuta a causa della pandemia da Covid-19 così che la prossima sarà la quindicesima.

Sedici anni sono tanti, molte cose sono cambiate. Nell’edizione del 2021 “post covid” tutti gli incontri si sono tenuti online ma l’ultima edizione del 2024 ha segnalato un rinnovato entusiasmo per gli eventi in presenza che sono stati ben sessantanove pari all’ottanta percento del totale.

Nel 2022 l’evento nazionale del Festival si è tenuto a Parma, mentre nel 2023 e 2024 si è tenuto a San Marco D’Alunzio (ME): tre giorni di incontri che sono stati occasione per riflettere in un’atmosfera conviviale e con passione sulla fecondità della visione complessa e sistemica della realtà.

Il Festival della Complessità: un piccolo miracolo?

Il Festival diffuso e a Km zero è un piccolo miracolo di autoorganizzazione e creatività.

Coinvolge un piccolo Staff di volontari e Partner Promotori che nel corso degli anni hanno realizzato in 110 città quasi 900 eventi che hanno coinvolto oltre 170 esperti in conversazioni, interventi nelle scuole, mostre, apericene, proiezioni di film, presentazioni di libri e tanto altro. Grazie all’impegno di tanti esperti e di oltre 80 partner promotori, associazioni, comuni, università, centri e istituti culturali, tutti insieme abbiamo scoperto che per fare cultura serve soprattutto la passione per una conoscenza libera e condivisa. 

Perché un Festival più attuale che mai?

Perché sta crescendo l’interesse per una cultura che aiuti a comprendere la complessità del mondo e dell’epoca in cui viviamo?

Perché il benessere che ci siamo dati sta generando guerre, inquinamento, solitudine, insicurezza sociale così che sembra si stia rivolgendo contro di noi?

La risposta è che il destino della società in cui viviamo dipende sempre più da un “groviglio” di situazioni e problemi che vengono affrontati con un pensiero semplificante e presuntuoso, spesso violento, che genera egoismi, confusione, conflitti, guerre e pericolosi radicalismi. Viviamo immersi nella complessità e la complessità richiede quella capacità di comprensione critica che stimola la ricerca di soluzioni nuove, inedite ai tanti problemi che la complessità stessa genera. 

Autoorganizzazione, partecipazione e creatività?

Il Festival della Complessità non è altro che il frutto del desiderio di condividere conoscenza.

È un Festival autoorganizzato. Non è un’associazione, non ha uno statuto, un direttivo, un’assemblea, né, tanto meno, un presidente o un direttore. Non ci sono guadagni da dividere. Non c’è alcun potere da esercitare, né da difendere. Lo Staff è puro software di collegamento e coordinamento.

In occasione di ogni edizione suggerisce un tema che non è vincolante, non mette freno alla fantasia e alla creatività. Incoraggia la realizzazione di eventi centrati sulla visione sistemica delle comunità, delle società e della Terra di oggi che sono tanto più vivibili e a misura dell’essere umano quanto più si fondano su capacità di comprensione, apertura, integrazione, collaborazione, empatia, pace e benessere e …

… La storia narrata prosegue in questo 2025 con la XV edizione del Festival dal titolo Essere, umano.