Il Festival della Complessità nasce nella convinzione che la natura, la vita, i sistemi biologici, le persone siano complessi; che siano complessi i sistemi sociali, le città, i linguaggi, le società. Crescita, sviluppo sono complessi e richiedono relazioni, connessioni e lì dove c’è interdipendenza nascono collaborazioni e integrazioni, ma anche egoismi e conflitti, che richiedono capacità di comprensione. Viviamo immersi nella complessità e comprendere la complessità stimola la ricerca di soluzioni spontanee, inedite.
Perché un Festival della Complessità?

Per pensare a come pensiamo, per comprendere che la realtà è complessa, fatta com’è non di individui e eventi isolati, ma di relazioni, reti, varietà, diversità, interdipendenza, complementarietà, cooperazione, integrazione, contingenza, autorganizzazione, storia profonda…
Per scoprire che la visione sistemica può aiutarci a trovare soluzioni inedite ai tanti problemi che la complessità del mondo e dei mondi in cui viviamo genera;
Per conversare e interagire con esperti, per farsi sorprendere da quanto la visione sistemica apra la mente a nuovi pensieri, a conoscere meglio sé stessi, gli altri, la società e il mondo in cui ci è capitato di vivere.
Il Festival della Complessità è organizzato dal Coordinamento (Dedalo ’97, Complexity Education Project, Centro Studi Internazionale Edgar Morin), dallo Staff del Festival e, soprattutto, dai Partner Promotori

I Partner Promotori sono i veri protagonisti del Festival.
Ciascuno di loro, con la propria identità e creatività, organizza nella sua realtà eventi che consentono di realizzare un Festival diffuso e a Km zero. Sono persone, associazioni, istituzioni, enti locali e altri soggetti motivati a proporre una riflessione sulla complessità per favorire nel nostro paese lo sviluppo di una cultura sistemica generata dalla mobilitazione di quel patrimonio di creatività e di risorse civili, scientifiche e culturali così capillarmente diffuso nel nostro paese.
Quale futuro?
Festival della Complessità 2026 | XVI edizione
Il mondo in cui viviamo sta profondamente cambiando e questo movimento storico produce nuovi fenomeni che ne modificano profondamente la struttura.
Abiteremo un mondo nuovo, diverso da quello che abbiamo vissuto e con esso dovremo trovare il giusto adattamento. Si pongono nuove questioni sociali, politiche, geopolitiche, economiche, tecnologiche, ambientali e climatiche e i nostri schemi di comprensione dovrebbero anche loro trovare un miglior modo di leggerli, interpretarli, progettare nuove forme teoriche e pratiche con cui affrontarli. Le nostre forme di pensiero moderne provengono dai secoli precedenti e non sempre si mostrano adeguate alle potenti trasformazioni in atto. La cultura sistemico-complessa può aiutare a superare le nostre tendenze a semplificare oltre il possibile, a meglio tener conto della intrinseca relazionalità di tutte le cose, a condividere schemi di causalità non lineare, a considerare l’influenza dei contesti, a superare -ove necessario- la frammentazione ultraspecialistica in favore di visioni più complesse ovvero dove le parti sono tra loro intrecciate assieme.
Vi aspettiamo, da maggio in poi in tutta Italia con le tante iniziative del Festival diffuso, sul web con interviste e dibattiti, sui social e su questo sito con appuntamenti e stimoli che ci spingano a sfidare le nebbie del domani.
