ADIG – Dall’io al noi. Accordi per diventare socialmente responsabili
ADIG – Dall’io al noi.
Accordi per diventare socialmente responsabili
di Paolo Fedi e Manuela Pagani Larghi
Nel corso di una serie di Laboratori di applicazione della Theory U a sistemi complessi, quali quello della responsabilità sociale d’individuo e d’impresa, svolti nel corso del 2020 e 2021 e che hanno visto coinvolti una cinquantina di change makers, abbiamo realizzato uno strumento il cui scopo è liberare la creatività e stimolare l’agire insieme facilitando e accompagnando la transizione da un’economia riparativa verso un’economia generativa di valori (cultura dell’interdipendenza) e di valore condiviso, per tutti.
Questo strumento si materializza nella forma di Accordi di Interdipendenza Generativi (ADIG), una forma innovativa di collaborazione sociale, per permettere a tutte le imprese di tutte le dimensioni di “narrare”, non solo con i numeri, il contributo delle proprie azioni all’indirizzo degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, nato da un’autentica volontà di costruire insieme un nuovo modello economico superando l’individualismo.
Tali azioni vanno intese come patti, accordi liberi, dei veri e propri “gentlemen e gentlewomen agreements”, che le imprese stipulano con altre imprese o altri portatori di interesse, al di sopra delle attività di business normali, con ricadute positive per sé stesse, per la controparte e per il territorio.
Gli ADIG non sono né un tipo di certificazione, né un label: siamo convinti che nuove forme di relazioni umane in contesto economico, volte a “smonetizzare” servizi legati alla cura del pianeta, delle persone e della prosperità, debbano essere capaci di esprimersi al di là di un contesto formale e vincolante, e debbano essere fruibili da parte di tutti: per questo motivo sono “nati liberi”, ossia regolati dalla licenza internazionale Creative Commons BY-SA.
Per superare le sfide globali del nostro tempo, che possiamo riassumere nel superamento del divario ecologico, sociale e spirituale, abbiamo bisogno di agire collettivamente partendo da una nuova consapevolezza: quella di essere interdipendenti.
Per questo motivo gli ADIG si fondano sul principio di INTERDIPENDENZA, così risonante col tema di questo bellissimo Festival dedicato appunto alla complessità, principio che si declina nello stipulare un ADIG con una o più controparti attraverso la consapevolezza dell’agire insieme per il bene comune. Competere per il bene, andare nella stessa direzione per contribuire, partendo dal basso, anche con piccole iniziative, al raggiungimento di un ben-essere collettivamente definito.
Un altro elemento che caratterizza gli ADIG è la realizzazione di una RELAZIONE EMPATICA tra i partner che decidono di fare questo tipo di accordo. Un ADIG rappresenta infatti una relazione di profonda fiducia reciproca nella quale la consapevolezza di ciò che si sta facendo e il luogo interiore dal quale la decisione nasce sono comuni e condivisi.
Per raggiungere un tale livello di fiducia, che non è già presente ma va generato, si può seguire un processo particolare (quello indicato dalla Theory U), che proponiamo alle organizzazioni che vogliono stipulare gli ADIG ed entrare a far parte di una comunità virtuosa di leader di sostenibilità, che generano valore per sé stessi e per la comunità intera.
Arriviamo così alla qualità GENERATIVA di questi accordi, che consiste nel creare un bene che ancora non c’è. Attraverso un ADIG si potrà essere generativi nelle relazioni, nei contenuti, nel modo di agire, nel contesto in cui si opera, disegnando e collaborando con uno o più partner per realizzare iniziative per il Bene Comune.
Gli ADIG portano in grembo delle proprietà che li rendono moltiplicativi, prevedono azioni che non sono legate alle attività core business degli attori coinvolti (quindi on top al business as usual) e non hanno natura finanziaria: in un certo senso sono molto “esigenti” e richiedono una convinzione di fondo e una volontà aperta nel volerli realizzare. In un ADIG le parti coinvolte mettono a disposizione risorse sottoutilizzate o in eccesso, creando con le controparti delle iniziative ad impatto collettivo positivo, laddove da sole non riescono a crearlo.
La nostra missione (mia e di Paolo e di altri compagni di viaggio) è promuovere questi accordi, creare una comunità di imprese e associazioni che li adottano, per generare una nuova economia di prossimità basata su relazioni di profonda fiducia, contribuendo a cambiare i modelli mentali che guidano i nostri pensieri e le nostre azioni da ego- a eco-sistemiche. Queste caratteristiche li rendono strumenti agili e opportuni per agire la responsabilità sociale (di individuo e di impresa) nel sistema complesso nel quale viviamo, mettendo al centro le relazioni tra soggetti.
Per saperne di più, potete visitare il sito https://adig-community.com/, guardare questo video e sopratutto iscrivervi al workshop che terremo nel contesto di questo prezioso Festival della Complessità.
Grazie.
