Da dove cominciamo?

Da dove cominciamo?

di Paolo Fedi e Manuela Pagani Larghi

Con i suoi 17 obiettivi (Sustainable Development Goals, SDGs) e i relativi 169 sotto-obiettivi (target), l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile è un’impresa che riguarda l’intero mondo collegando le dimensioni della società, dell’ambiente e dell’economia in modo inestricabile. In questo quadro di  complessità, dove gli obiettivi fissati sono lontani dall’essere raggiunti, anche per eventi contingenti (COVID, invasione dell’Ucraina), ci si domanda il perché esista il divario tra ciò che facciamo e ciò che vorremmo, quali sono gli ostacoli da superare e quali leve si possono utilizzare per ridare slancio a questa sfida verso la sostenibilità.

Proprio su questo tema si stanno esplorando, attraverso confronti, studi ed esperienze degli “indizi di  futuro” che partono da noi stessi, da chi, in primis, è coinvolto nel mettere in atto comportamenti virtuosi  che possano facilitare poi le relazioni che l’interdipendenza richiede di governare.

Tra questi indizi di futuro sicuramente gli IDGs (Inner Development Goals) giocano un ruolo rilevante – se non fondamentale: parliamo di 5  ambiti comportamentali e di 23 capacità o attitudini che, se attenzionate, coltivate e sviluppate, possono  rappresentare l’enzima che permette alle persone di interagire in sintonia e sinergia per la realizzazione di  un futuro migliore, magari quello delineato dagli SDGs.

Parliamo dell’ambito dell’ESSERE, cioè della relazione con il sé, del coltivare la nostra vita interiore e sviluppare e approfondire la nostra relazione con i nostri pensieri, sentimenti e corpo che ci aiuta ad essere presenti, intenzionali e non reattivi quando affrontiamo la complessità; partendo dalla bussola interiore, per poi passare all’integrità e autenticità, all’apertura e mentalità rivolta all’apprendimento, alla consapevolezza di sé ed alla presenza.  

− Bussola interiore: profondo senso di responsabilità e impegno per i valori e gli scopi relativi al bene del tutto.  

− Integrità e autenticità: impegno e capacità di agire con sincerità, onestà e integrità.

− Apertura e mentalità di apprendimento: mentalità di base di curiosità e la volontà di essere vulnerabili e abbracciare il cambiamento e crescere. 

− Consapevolezza: essere in contatto riflessivo con i propri pensieri, sentimenti e desideri; avere un’immagine di sé realistica e la capacità di regolarsi. 

− Presenza: essere nel qui e ora, senza giudizio e in uno stato di presenza aperta. 

Parliamo poi del PENSARE, cioè delle competenze cognitive, dello sviluppare le nostre capacità cognitive assumendo prospettive diverse, valutando le informazioni e dando un senso al mondo come un insieme interconnesso è essenziale per un saggio processo decisionale; come il pensiero critico, la consapevolezza sistemica, le capacità percettive, la creazione di senso, l’orientamento e visione di lungo termine.

− Pensiero critico: rivedere criticamente la validità di opinioni, prove e piani. 

− Consapevolezza della complessità: comprensione e abilità nel lavorare con condizioni e causalità  complesse e sistemiche. 

− Capacità percettive: ricerca, comprensione e utilizzo attivo di intuizioni da prospettive contrastanti. Abilità di creazione di sensi nel vedere schemi, strutturare l’ignoto ed essere in grado di creare consapevolmente storie.

− Orientamento e visione di lungo termine: capacità di formulare e sostenere l’impegno per visioni  relative al contesto più ampio.

Terzo ambito di riflessione e intervento riguarda le capacità nell’ambito del RELAZIONARSI, cioè curarsi degli altri e del mondo, apprezzare, prendersi cura e sentirsi connessi agli altri, come i vicini, le  generazioni future o la biosfera, un modo di pensare che ci aiuta a creare sistemi e società più giusti e sostenibili per tutti attraverso l’apprezzamento, la connessione, l’umiltà e l’empatia e compassione.

− Apprezzamento: relazionarsi con gli altri e con il mondo con un senso fondamentale di  apprezzamento, gratitudine e gioia.  

− Connessione: avere un acuto senso di essere connessi e / o di far parte di un tutto più ampio, come una comunità, l’umanità o l’ecosistema globale.  

− Umiltà: essere in grado di agire in conformità con le esigenze della situazione senza preoccuparsi  della propria importanza.  

− Empatia e compassione: relazionarsi con gli altri, sé stessi e la natura con gentilezza, empatia e compassione e affrontare la sofferenza correlata.

Il quarto ambito riguarda il COLLABORARE, per fare progressi su preoccupazioni condivise, dobbiamo sviluppare le nostre capacità di includere, mantenere lo spazio e comunicare con le parti interessate con valori, abilità e competenze diverse; cioè le competenze sociali, le abilità comunicative, la capacità  di co-creazione, la mentalità inclusiva e le competenze interculturali, la fiducia ed infine la capacità di mobilitazione. 

− Abilità comunicative: ascoltare veramente gli altri, promuovere un dialogo autentico, sostenere abilmente le proprie opinioni, gestire i conflitti in modo costruttivo e adattare la comunicazione a gruppi diversi.  

− Capacità di co-creazione: competenze e motivazione per costruire, sviluppare e facilitare rapporti di collaborazione con diversi stakeholder, caratterizzati da sicurezza psicologica e autentica co-creazione.  

− Mentalità inclusiva e competenza interculturale: disponibilità e competenza ad abbracciare la diversità e includere persone e collettivi con punti di vista e background diversi. 

− Fiducia: capacità di mostrare fiducia e di creare e mantenere relazioni di fiducia.  − Capacità di mobilitazione/attivazione/motivazione: abilità nell’ispirare e mobilitare gli altri per impegnarsi in scopi condivisi.

Il quinto ed ultimo ambito riguarda il FARE cioè la capacità di guidare il cambiamento, con qualità come il coraggio e l’ottimismo che ci aiutano ad acquisire il vero libero arbitrio, rompere vecchi schemi, generare idee originali e agire con persistenza in tempi incerti. 

− Coraggio: difendere i valori, prendere decisioni, intraprendere azioni decisive e, se necessario, sfidare e distruggere le strutture e le opinioni esistenti. 

− Creatività: generare e sviluppare idee originali, innovare ed essere disposti a interrompere i modelli  convenzionali.  

− Ottimismo: sostenere e comunicare un senso di speranza, atteggiamento positivo e fiducia nella possibilità di un cambiamento significativo. 

− Perseveranza: sostenere l’impegno e rimanere determinati e pazienti anche quando gli sforzi richiedono molto tempo per dare i loro frutti. 

Questo modello di riferimento rappresenta uno strumento con un grande potenziale, che però va tradotto  in “nuove abitudini comportamentali” consapevoli.  Noi di In-Patto (www.in-patto.com) desideriamo portare a conoscenza e stimolare la riflessione e lo sviluppo di queste capacità personali interiori le quali, come recita l’incipit del Festival della Complessità, “ci aiutano a rendere più probabili nuovi modi d’essere nuovi mondi possibili”.


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