La pratica esistenziale nella complessità delle intelligenze artificiali

La pratica esistenziale nella complessità delle intelligenze artificiali

di Mario Papadia – Accademia per la Riprogrammazione

Quando si parla di complessità in una società avanzata, qual è la nostra caratterizzata da una pervasiva presenza delle Intelligenze Artificiali, in cui siamo totalmente immersi, c’è un paradosso con cui fare i conti, ed è il seguente: come si incarna questa complessità a livello esistenziale, nella nostra singolarità individuale e comunitaria?

In base a quale riferimenti il cittadino della società complessa può interpretare il proprio starci dentro, che si traduce nel leggere significati, stimare valori, assumere decisioni, affermare la propria individualità e mantenere legami significativi? Vivere, infatti, è risolvere problemi, dando a questo termine il significato più ampio, come inteso anche dal filosofo Karl Popper: ovvero affrontare questioni nuove, prospettarsi ulteriori orizzonti, pianificare uno stile gratificante di vita, e non solo dipanare impicci.

E qui si verifica il paradosso della correlazione fra società complessa e individuo: la necessità che la complessità rimanga tale con tutti i suoi vantaggi e limiti e nello stesso tempo possa essere ricondotta a portata di mano del singolo.

A mio parere tale paradosso è stato più volte storicamente risolto attraverso asserzioni, assiomi, giochi linguistici, come avrebbe scritto un altro filosofo, Ludwig Wittgenstein, estremamente sintetici, ma di grande efficacia sia cognitiva che emozionale. Essi talvolta vengono malintesi dalle psicologie come credenze, ma in realtà sono il condensato della filosofia di una società, una rappresentazione in forma linguistica delle connessioni al suo interno nella loro complessità. Quell’intreccio è analogo a quello che avviene negli organismi biologici:  ogni nuovo sviluppo che sopravviene, funzionale alle esigenze evolutive, non viene annullato, ma riadattato. La storia, insomma, non è cancellata, ma integrata.

È con questa chiave di lettura che andrebbe osservata, a mio parere, la complessità contemporanea, caratterizzata dalla estrema rilevanza della virtualità, anche nella pratica esistenziale, soprattutto nell’espressione delle cosiddette Intelligenze Artificiali.

Il lavoro da fare, secondo me, dovrebbe percorrere diverse tappe. La prima consistente nel mettere a fuoco il testo delle asserzioni basiche che lungo la storia hanno caratterizzato la filosofia della civiltà occidentale nella sua complessità, e il loro intreccio con le singolarità esistenziale del tempo. Tali asserzioni principiano con la maieutica socratica, assumono caratteri proprio del monoteismo solidaristico cristiano, attraversano la crisi della rivoluzione francese, si esplicano nella maturità con la combinatoria illuministica e le sue implicazioni democratiche. Il secondo passaggio è l’impegno a mettere a fuoco la nostra contemporaneità caratterizzata, come si è detto, dalla propria identità di civiltà occidentale e dalle Intelligenze Artificiali che si vanno proponendo come l’asserzione basica del nostro problem solving. Compiute queste tappe potremo osare la messa a fuoco, con il nostro mastercounseling, delle possibili connessioni fra l’assioma della nostra contemporaneità con le singolarità esistenziali della nostra individualità e della comunità di appartenenza.