Essere uomo, essere cittadino: Costruire senso nella crisi dell’umano
Essere uomo, essere cittadino: Costruire senso nella crisi dell’umano
13-14-15 giugno 2025 | Reggio Calabria
Evento organizzato da ANPI sezione “Condò” di Reggio Calabria
In un tempo segnato da instabilità sociale, polarizzazione politica, nuove povertà, crisi ambientali e trasformazioni tecnologiche profonde, la domanda su cosa significhi essere uomo è tornata urgente.
Non è più una condizione data, ma una pratica quotidiana, una costruzione collettiva, una responsabilità condivisa.
Il Festival della Complessità 2025 nasce da questa urgenza: interroga l’umano non solo come concetto filosofico, ma come problema sistemico, che attraversa identità, relazioni, territori, linguaggi, istituzioni.
Un umano che oggi rischia la disgregazione, ma può essere ricostruito – con strumenti di pensiero, azione e partecipazione.
Il punto di partenza scelto non è retorico né nostalgico, ma politico e concreto: La Costituzione Italiana.
Non come testo da commemorare, ma come orizzonte di senso vivo, principio generativo, linguaggio comune capace di orientare in un mondo complesso.
Essere uomo, allora, significa essere cittadino: parte attiva di una collettività fondata su dignità, libertà, giustizia, pace e partecipazione.
Strategia: affrontare la crisi dell’umano con sguardo complesso
Il festival propone quattro direttrici strategiche, per affrontare la crisi dell’umano come problema esistenziale, sociale, politico ed ecologico, nelle sue interconnessioni:
Educazione alla complessità
Superare semplificazioni e dualismi.
Favorire il dialogo tra saperi, esperienze e generazioni.
Riattivazione dei diritti costituzionali
Vivere la Costituzione non come testo astratto, ma come pratica quotidiana.
Promuovere mutualismo, cittadinanza attiva e giustizia territoriale.
Attivismo culturale e resistenza artistica
Raccontare l’umano attraverso linguaggi creativi e testimonianze.
Dare voce a chi immagina, lotta, documenta.
Difesa dei corpi e dei territori
Riconoscere la libertà personale e l’autodeterminazione territoriale come diritti indivisibili.
Denunciare meccanismi di esclusione, sfruttamento e controllo.
Programma
Ogni incontro prende avvio da un articolo fondamentale della Costituzione, per esplorare un aspetto dell’umano oggi minacciato – e da ricostruire.
Venerdì 13 giugno 2025 – Ore 18:00
Casa del Popolo “Ruggero Condò” – Reggio Calabria
Lavoro e dignità: essere uomo nella società democratica
Articolo 1 della Costituzione Italiana: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”
Il lavoro non è solo fonte di reddito, ma luogo di appartenenza, riconoscimento e dignità.
È ciò che lega l’individuo alla comunità, rendendolo parte attiva della democrazia.
Oggi però il lavoro è precario, sfruttato, reso invisibile, in particolare nei margini geografici e sociali del Paese.
A partire da esperienze di lotta sindacale e organizzazione collettiva nel Sud Italia, l’incontro riflette su come il lavoro possa tornare a essere spazio di umanizzazione e partecipazione.
Intervengono:
Peppe Marra – USB Calabria
Francesco Piobbichi – Responsabile progetto e disegnatore sociale
Sabato 14 giugno 2025 – Ore 18:00
CSA Nuvola Rossa – Villa San Giovanni
Articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra”
Descrizione:
L’articolo 11 è spesso letto come un rifiuto passivo della guerra. In realtà, esso contiene un principio attivo di giustizia internazionale: la libertà degli altri popoli è una questione nostra, e la pace non è solo assenza di guerra, ma diritto concreto a esistere, decidere, immaginare il proprio futuro.
In questo incontro, la resistenza del popolo palestinese diventa lo specchio attraverso cui interrogare l’umanità negata, la violenza coloniale, l’indifferenza dell’Occidente, ma anche la forza creativa della dignità.
Essere uomo, in questo scenario, è schierarsi, testimoniare, creare ponti, ascoltare e sostenere forme di resistenza culturale e politica che restituiscano umanità a chi viene disumanizzato.
Attraverso testimonianze dirette e narrazioni artistiche, verrà tracciato un percorso che unisce l’impegno politico e la forza dell’immaginario come strumenti per non soccombere alla brutalità.
Intervengono:
Gianluca De Luigi – Coordinamento CRIC
Riflessioni di ritorno dalla Carovana a Rafah
Anita Magno – Casa Editrice Mesogea
Palestina: l’arte di resistere. Quando arte, fumetti e illustrazione salvano la vita
Domenica 15 giugno 2025 – Ore 18:00
Casa del Popolo “Ruggero Condò” – Reggio Calabria
Riflessioni sull’Articolo 13 della Costituzione: “La libertà personale è inviolabile.”
L’articolo 13 sancisce uno dei principi più radicali e misconosciuti della nostra Repubblica: la libertà personale come diritto sacro, assoluto, non negoziabile.
Oggi, però, questa libertà è minacciata da molteplici forme di controllo, segregazione e disciplinamento:
Dentro il sistema carcerario, dove i diritti fondamentali vengono spesso sospesi, dove la funzione rieducativa è disattesa, e dove “corpi vulnerabili” vengono trattenuti fuori dalla vista pubblica.
Nei territori, sottoposti a logiche estrattive, dove grandi impianti e infrastrutture vengono imposti senza consultazione né consenso, con conseguenze devastanti per ambiente, salute e sovranità comunitaria.
La libertà, dunque, è questione di corpi, ma anche di spazi e terre. Difendere la libertà personale significa oggi anche battersi per l’autodeterminazione territoriale, per forme di vita ambientalmente e politicamente sostenibili.
Intervengono:
Paolo Tommasini – Avvocato, sul tema delle forme di detenzione e dei diritti violati nelle carceri.
Valentino Santagati – Attivista, sullo sfruttamento dei territori calabresi attraverso megaprogetti “green” e sulla necessità di forme popolari di difesa ambientale
4. Conclusione: la Costituzione come orizzonte di senso
Il Festival della Complessità 2025 non è solo una serie di incontri: è un cammino comune per resistere alla disumanizzazione, rigenerare la cittadinanza, e ripensare l’umano a partire dalla Costituzione.
Essere uomo, oggi, significa restituire senso alle relazioni, alle lotte, ai luoghi.
Significa non cedere alla semplificazione, ma accettare la complessità come condizione della libertà.
Significa fare della Costituzione non un ricordo, ma una pratica viva.
Significa, in ogni atto quotidiano, restare umani.




